"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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lectio Divina 2019

Trentaduesima settimana del tempo ordinario
Il Dio dei viventi
Vangelo: Lc 20,27-38

LECTIO
27Gli si avvicinarono alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». 34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».39Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». 40E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
MEDITATIO
27Gli si avvicinarono alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». I sadducei erano membri del Sinedrio insieme a scribi e farisei, erano un partito politico religioso di stampo aristocratico formato da personaggi influenti e facoltosi che provenivano dalla maggior parte dalla classe sacerdotale, non avevano un controllo totale sulla nazione, come avrebbero voluto, proprio perché essi dividevano il loro potere con gli altri membri del Sinedrio, si pensa avessero un ruolo principale nell’elezione del sommo sacerdote. La loro attività verteva a preoccuparsi di salvaguardare i propri diritti e privilegi sacerdotali e non ammettevano che gli scribi laici interpretassero la Scrittura, non credevano nell’immortalità dell’anima, nel premio e castigo personale e nella resurrezione. Per i sadducei era più importante la legge scritta che quella orale e poiché i farisei erano convinti del contrario questo li separava decisamente. La questione che i sadducei presentano a Gesù verteva sulla resurrezione dei morti del quale loro negavano l’esistenza e per assurdo, quasi cadendo nel ridicolo, propongono al Maestro il racconto della donna che decide di morire dopo avere sposato sette fratelli, ormai tutti defunti senza avere avuto figli. I sadducei nel sostenere la loro tesi si appoggiavano alla legge del Levirato che permetteva di sposare la vedova del fratello in caso questo non avesse avuto figli, tale legge non era per la persona ma per la nazione, ogni donna vedova poteva sposarsi con il parente più prossimo per evitare di sposare uno straniero e conservare così la razza pura.
34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».39Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». 40E non osavano più rivolgergli alcuna domanda. La questione è, di chi sarà questa donna nell’altra vita? Gesù non risponde da filoso o teologo ma come colui che fede nella parola di Dio, che dice: Dio non è dei morti ma dei viventi, non nega la corporeità dopo la morte ma che la vita futura non sarà in tutto e per tutto uguale alla presente. Gesù risponde ai sadducei più da uomo di fede che da Dio, non ci dà molti particolari sul come sarà l’altra vita ma certamente si pensa sarà una continuazione dell’amore che abbiamo conosciuto in questa terra e praticato, forse in questi casi pensiamo spesso a quello che perderemo morendo e che vorremmo ancora possedere nell’altra vita ma il fondamento non sta nell’avere e possedere ma nell’amore verso Dio, da conoscere, obbedire e adorare per l’eternità. Infine gli scribi lodano Gesù non tanto perché lo stimano o ne riconoscono l’autorità ma perché Egli aveva chiusa la bocca ai propri avversari.
ORATIO
Signore Gesù, non conosciamo quello che di noi sarà ma ci fidiamo della tua resurrezione, della tua Parola che è parola di vita, del tuo corpo e sangue che ci trasforma e ci fa come te, custodiscici sempre nella tua Parola e nel sacramento del tuo amore per noi, amen.
CONTEMPLATIO
Nonostante ci sia una bibliografia vastissima della vita dopo la morte, questa rimane un mistero per l’uomo a cui è stato insegnato (purtroppo) ad avere timore di Dio e della morte, nella paura non può esserci amore, chiediamo a Dio di conoscerlo veramente quale Egli è amore e non terrore.
Caterina Lopes

      
          
   
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