"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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Signora di tutti i Popoli
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lectio Divina 2019
Ventottesima domenica del tempo ordinario
 
 
Il grazie che ti salva
 
Vangelo: Lc 17,11-19



 
 
LECTIO
         
11Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù   attraversava la Samaria e la Galilea. 12Entrando in un   villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a   distanza 13e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà   di noi!». 14Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a   presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. 15Uno   di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, 16e   si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un   Samaritano. 17Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati   dieci? E gli altri nove dove sono? 18Non si è trovato nessuno   che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo   straniero?». 19E gli disse: «Alzati e va'; la tua fede ti   ha salvato!».


       
 
MEDITATIO
 
11Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. L’evangelista Luca struttura la vita pubblica di Gesù: i suoi insegnamenti e i suoi miracoli distribuendoli, in un ipotetico viaggio che Gesù compie verso la città Santa. L’evangelista scrive che per raggiungerla Gesù percorre la Samaria e la Galilea ma in realtà è al contrario, per raggiungere Gerusalemme bisognava passare prima dalla Galilea e poi dalla Samaria; Samaria è spesso ricordata come la regione degli infedeli, adoratori del bue che mangia fieno, invece la Galilea è il luogo nel quale Gesù svolge la sua quotidianità, quindi infedeltà e quotidianità sembrano essere le vie per arrivare alla Gerusalemme celeste. Spiritualmente parlando, l’uomo incapace di rivolgersi a Dio, incapace di seguire la sua Parola viene supportato dall’opera redentrice del Figlio di Dio, tutti gli uomini sono stati già salvati ma non tutti percorrono la via che porta a Dio, ogni uomo deve necessariamente passare dall’infedeltà alla conoscenza di Gesù Maestro, per poi percorrere la via verso Gerusalemme ma non prima di avere fatto un altro passo importante, avere fede e riconoscenza in Colui che li ha salvati.
 
12Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza 13e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Pochi sono i personaggi che pronunciano e invocano il nome di Gesù (Dio salva), questo titolo lo si trova nella bocca dei lebbrosi del nostro brano, del cieco (18,31) e del malfattore che muore in croce (23,42), solo gli amici si chiamano per nome e Gesù ha detto: “voi siete miei amici” (Gv 15,15). Inoltre l’invocazione che utilizzano i lebbrosi, «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!», è nota come “la preghiera del cuore” alla quale Gesù immancabilmente risponde (vedi, storia di un pellegrino russo, nel quale è descritta la pratica di questa preghiera).
 
14Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Prontamente Gesù risponde all’invocazione del suo nome, non dice ai lebbrosi: andate siete guariti, ma come a conoscitori della Scrittura dice: andate a presentarvi ai sacerdoti, i sacerdoti avevano il compito di appurare l’eventuale guarigione del lebbroso e riammetterlo nella comunità, i lebbrosi accolgono la parola di Gesù come essa è veramente una promessa di salvezza, e quindi si avviano e guariscono durante il cammino che li conduce a Gerusalemme; la modalità è uguale  per ogni cristiano che passa dall’infedeltà all’amicizia di Gesù, e al quale Gesù promette la salvezza, questa avviene gradualmente, durante il cammino della vita che si snoda tra ascolto della Parola e attualizzazione della stessa, in obbedienza al Padre come Egli stesso l’ha compiuto.
 
15Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, 16e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Solo uno straniero, un Samaritano vedendosi guarito, riconosce le meraviglie di grazia che il Signore compie nella propria vita e si sente in dovere di rendere gloria a Dio, di alzare la sua voce in ringraziamento di lode a Colui che lo ha salvato dalla morte eterna attraverso il sacrificio di se stesso, quindi torna indietro si getta ai piedi di Gesù e lo ringrazia.
 
17Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? 18Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». 19E gli disse: «Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!». L’uomo riconoscente instaura un rapporto di conoscenza, amicizia con il Signore che scaturisce in una fede piena in Lui, Egli però inaspettatamente gli chiede conto degli altri nove, “Dove sono gli altri nove?”, tale è la responsabilità di chi ha compreso la gratuità della propria salvezza e ne ha assaporato gli immensi benefici, la sua consapevolezza scaturisce inevitabilmente in una preghiera di ringraziamento ma non finisce qui, chi ha fatto esperienza dell’incontro salvifico di Gesù è chiamato necessariamente ad essere responsabile di coloro che pur avendo conosciuto Gesù non sono ancora in grado di accoglierlo con vera fede. Gesù quindi lo invia dicendo: “Alzati e va’”, Il Samaritano diventa l’angelo annunciatore della salvezza di Dio deputato ad andare verso i nove che ancora non hanno raggiunto la fede che li salva.
 
  
 
ORATIO
 
Signore Gesù, Maestro e pastore della mia vita abbi pietà di me, fa che mai possa dimenticare le meraviglie che hai compiuto nella mia vita e saperti ringraziare sempre, e possa secondo la tua volontà andare verso i miei fratelli per ricondurli a te, secondo la tua volontà su di me, amen.
 
 
CONTEMPLATIO
 
Forse tu pensi che Gesù non ti abbia guarito da una grande malattia come la lebbra (peccato che tocca ogni aspetto della tua esistenza), forse tu pensi che non ti abbia mai fatto il miracolo che aspettavi, forse qualche volta ti sei sentito addirittura deluso da Lui, bene, sei come quei nove guariti che sono andati via senza ringraziare il Signore cioè non hai ancora imparato a considerare i miracoli e le meraviglie che il Signore compie nella tua vita, non hai ancora in te la fede che ti salva.

     
         
           
   
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