"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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lectio Divina 2019

Venticinquesima  domenica del tempo ordinario
 La fedeltà a Dio come unico Signore
Vangelo: Lc 16,10-13 (forma breve)


LECTIO
10Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. 11Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? 12E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? 13Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

MEDITATIO
Il brano dell’amministratore disonesto precede il seguente brano e come tale non può essere escluso dalla nostra riflessione poiché né è parte integrante. L’amministratore è colui che possiede beni suoi o di altri e li gestisce, nella nostra parabola l’amministratore sperpera i beni del suo padrone, qualcuno se ne accorge e viene denunciato al padrone che gli toglie l’incarico. Il funzionario comincia a meditare sul cosa fare, e con scaltrezza sceglie di accattivarsi la simpatia dei debitori del suo padrone diminuendo i loro debiti, e ancora una volta frodare il suo superiore. Il Padrone (adesso non è più il datore di lavoro ma il Signore) lodò l’amministratore disonesto, non per avere rubato per l’ennesima volta ma per la sua scaltrezza, aveva trovato un altro modo per continuare a sostenersi adesso che non aveva più un lavoro, attraverso i beni del padrone si era creato un futuro di sostegno economico per il futuro. Dopo aggiunge: “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. 9Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne”. La ricchezza, il danaro, i beni materiali in genere, sono chiamati disonesti perché se da un lato ci fanno vivere bene dall’altro rendono egoisti e molte volte idolatri, infatti quando si vive solo per guadagnare denaro e arricchirsi sempre più dimenticando la compassione e l’amore verso i bisognosi iniziando dai i più vicini, dalla propria famiglia, il denaro non è più un bene ma un idolo. Il Signore quindi esorta noi, suoi figli, i figli della luce ad essere scaltri come i figli del mondo cioè a sapere usare bene la nostra ricchezza sulla terra per poterne beneficare dei suoi frutti in cielo.
10Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. È un cammino di conversione e di cambiamento interiore nel quale il fedele riflette se stesso davanti a questa parola come in uno specchio, che posto hanno i miei beni, il danaro nella mia vita? Mi preoccupa il futuro? So prendermi cura del bisognoso? Oppure penso che ognuno pensa per se e Dio per tutti? Oppure ancora penso, che quando sarò ricco aiuterò chi è nel bisogno ma adesso non posso perché anche io sono indigente? Hai dimenticato che Gesù dice: “date e vi sarà dato, una misura colma e traboccante vi sarà versata in grembo” (Lc 6,38). Dio vuole che impariamo a condividere il poco che abbiamo prima di ricolmarci di beni, desidera che noi facciamo il primo passo verso il bisognoso per provare la nostra fede nella sua provvidenza, la grettezza porta all’avarizia e alla solitudine, all’essere esclusi dalla presenza di Dio buono e misericordioso. Bisogna imparare ad essere generosi iniziando dalle piccole cose, dando la disponibilità del proprio tempo, dando buoni consigli, dando a chi chiede se è nella nostra possibilità, fino a mettere a disposizione anche beni più grandi se Dio ce li chiede, non bisogna farsi sfuggire nessuna opera buona perché questa si conserva in cielo “dove tignola e tarlo non corrodono” (Lc 12,33). Non è l’opera buona che ci salva ma la fede in Dio che ci fa credere nella sua infinita provvidenza e che quindi aiuterà noi che dobbiamo essere segno della sua generosità. È il primo passo.
11Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? 12E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Se non siamo capaci di essere fedeli a Dio nel condividere i beni che Lui stesso ci ha donato nelle piccole cose di ogni giorno non potremo ottenere la vera ricchezza che Dio vuole donarci, Lui ha sempre progetti di miglioramento per noi. Tutto ciò che abbiamo ci è stato donato da Dio, beni materiali e spirituali, capacità e conoscenze; riconoscere e ringraziare Dio per ciò che abbiamo, cioè per tutto, è il secondo passo. Condividere anche solo un bicchiere d’acqua, almeno all’inizio e poi via via mettere a disposizione di Dio la nostra esistenza piena dei doni che Lui stesso ci ha colmati, nelle sue varie forme materiali e spirituali è il terzo passo.
13Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». Noi siamo i servitori di Dio e amministratori dei suoi doni, ma vorremmo stare con un piede in due scarpe, godere dei beni di Dio senza condividerli con nessuno, ma Dio ci mette in guardia da questo atteggiamento, non si possono amare due padroni o Dio o il denaro, se ami Dio non terrai conto dei beni che hai sapendo che sono comunque ricchezze che dovrai un giorno lasciare tuo malgrado ad altri a cui non potranno importare i sacrifici che hai fatto per ottenerli, e quindi userai di questi beni saggiamente per beneficare molti. Se ami il denaro e i tuoi beni materiali, loro saranno il tuo Dio, sacrificherai il tuo tempo e i tuoi pensieri e preoccupazioni a come accumularlo e custodirlo ma alla fine della tua vita ti renderai conto di avere sbagliato a confidare nel loro potere, ci esorta quindi ancora l’apostolo: “29Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; 30quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; 31quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!” (1Cor 7,29-31). Il giusto modo di rapportarci con i nostri beni è quello di vederli come essi sono, cose di passaggio, oggi ci sono domani potrebbero non esserci più, confidiamo in Dio solo.
ORATIO
Padre infinitamente buono e santo tu conosci quanto le cose del mondo mi attirano e mi seducono, aiutami con il tuo Santo Spirito ad avere una giusta visione della ricchezza, dei mie beni materiali e spirituali per non anteporre a Te nessuna cosa e pienamente confidare solo in Te, amen.
CONTEMPLATIO
Il nemico da sempre inganna l’uomo di ogni tempo facendogli credere che la sua salvezza dipenda da ciò che possiede e che anche la sua felicità sia opera della sua fortuna, le cose invece donano una felicità transitoria e non appagano il cuore umano che è stato creato solo perché trovi la sua delizia in Dio.
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