"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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lectio Divina 2019
Ventinovesima  domenica del tempo ordinario
 
 
Maranà tha: Vieni Signore Gesù
Vangelo: Lc 18,1-8

LECTIO
1Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 2«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: «Fammi giustizia contro il mio avversario». 4Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: «Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi»». 6E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
MEDITATIO
Il tema di questa domenica è la preghiera, del singolo come della comunità, chi la pratica non deve lasciarsi prendere dallo scoraggiamento ma continuare instancabilmente nonostante a volte Dio faccia attendere le sue risposte.
1Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: la preghiera è il fondamento della spiritualità cristiana, non è solo fatta di richieste per soddisfare i nostri bisogni ma è soprattutto desiderio dell’incontro con Dio. La comunità dell’evangelista Luca dopo la resurrezione del suo Signore attende il suo ritorno. Questo brano è identificato come la “piccola apocalisse” di Luca poiché esprime l’atteggiamento voluto da Dio per la sua Chiesa nell’attesa del suo ritorno.
2«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: «Fammi giustizia contro il mio avversario». I protagonisti della nostra parabola sono il giudice e la vedova, lei poiché vedova non ha il sostegno del marito si trova sola e sfiduciata e vorrebbe essere aiutata nelle sue difficoltà ma soprattutto sente pressante la mancanza del suo sposo, che la consolava, la sosteneva e la riempiva di attenzioni amorose. Tale è la Chiesa in terra. Gesù stesso la esorta a chiedere la venuta del regno (Lc 11,2), di chiedere per ottenere (Lc 11,9-10), ma cosa più importante è non tanto quello che chiede ma come lo chiede cioè con quale intensità di desiderio lo fa, il desiderio della chiesa attrae lo Sposo e lo conduce accanto alla sua Sposa (Ct 2,14), le si fa presente e già qui sulla terra, lei gode della sua presenza, gioia e amore, Gesù stesso desidera incontrare e intrattenersi con la sua sposa, per tale motivo la esorta a pregare incessantemente. La preghiera è una lotta continua, (prima lettura, Gen 32,22-31), un lottare per ottenere, come Giacobbe che per tutta la notte combatte con Dio, ne esce esausto con le ossa slogate ma vittorioso; e cosa più importante si incontra con Lui, può vederlo faccia a faccia senza il timore di morire, come si pensava. Dio ricolma di beni Giacobbe gli dona la sua benedizione, la sua presenza, un nome nuovo che indica nello stesso tempo, invio per compiere una missione e certezza di essere sostenuto da Lui.
4Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: «Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi»». Il giudice rappresenta Dio per molti cristiani che credono che Egli sia onnipotente ma che non faccia nulla per gli uomini, o che non ascolti le loro preghiere ma non è questo quello che il brano vuole proporre alla nostra attenzione. Dio chiede assieme alla preghiera perseverante fede alla Sua persona, fede e preghiera devono essere esercitate insieme, l’una non deve escludere l’altra. Tutti noi sappiamo che Gesù è venuto sulla terra per espiare la colpa umana e quindi salvare gli uomini dai loro peccati, da parte nostra dobbiamo rispettare i comandamenti e se saremo buoni dopo questa vita riceveremo quella eterna. Ma non è solo questo, ciò è troppo riduttivo. Dopo la sua morte e resurrezione Gesù ci ha donato il suo Spirito, Egli vuole che lo chiediamo prima di ogni cosa ed è la sola cosa buona che dobbiamo chiedere al Padre (Lc 11,13); lo Spirito non ci rende passivi alla vita attendendo che finisca, la vita è collaborare con Dio alla sua attività instancabile per l’uomo (Mc 16,15-18), andate annunciate, guarite, perdonate nel mio nome, scacciate i demoni. La stessa esortazione Paolo rivolge a Timoteo, (seconda lettura, Tim 3,14—4,5), l’apostolo esorta il giovane vescovo Timoteo a ricavare dalla Sacra Scrittura ogni elemento che possa servire a insegnare, correggere, esortare alla giustizia, diventare partner di Dio significa ricalcare la sua vita ed essere per gli altri misericordia, amore e salvezza con gli stessi doni di Colui che ci invia.
6E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Dio potrebbe esaudire tutte le richieste degli uomini ma non per questo ci sarebbe più fede sulla terra, la fede nasce dall’ascolto e dalla fiducia alla Sua parola e anche dall’esperienza che Dio permette che facciamo di Lui, è un cammino che dura tutta la vita e non il semplice esaudimento di una preghiera occasionale, distrattamente fatta a Dio. Tuttavia Gesù promette che prontamente esaudirà le preghiere fatte da un cuore puro e di fede certa.
ORATIO
Signore Gesù, oggi ci insegni l’importanza della preghiera e il tuo desiderio di incontrarci attraverso di essa, aiutaci a non mancare agli incontri con la tua Parola attraverso la quale tu ci guidi, consoli e ami, amen.
CONTEMPLATIO
Gesù sei venuto sulla terra ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, Gesù sei venuto con amore ma gli uomini hanno preferito la paura all’amore, adesso attendi che l’uomo impari a desiderare con fede la tua presenza per non rischiare di essere nuovamente non accolto a nostro danno.


 
         
           
   
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