"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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lectio Divina 2019
Ventiquattresima domenica del tempo ordinario
 
 
Accogliamo e amiamo i nostri fratelli
 
Lc 15,1-10 (forma breve)


 
 
LECTIO
 
1Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». 3Ed egli disse loro questa parabola: 4«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? 5Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, 6va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta». 7Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
 
8Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? 9E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto». 10Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

 
 
MEDITATIO
 
1Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». La parabola di questa settimana (qui presentata nella sua forma breve) propone, all’inizio del racconto, diverse tipologie di persone che accorrono alla predicazione di Gesù: pubblicani, peccatori, farisei e scribi. Chi erano i pubblicani? Erano personaggi pubblici di cui erano conosciuti non solo il proprio lavoro ma anche i propri peccati, tipo la prostituta in Lc 7,36-39, la donna entra in casa e non si presenta a nessuno, piange ai piedi di Gesù, ma tutti sanno chi è, e che cosa fa per vivere. Altro esempio il ladro Matteo o Levi, al banco delle imposte in Mc 2,13-17, tutti sapevano infatti che era un doppio peccatore, prima perché si era venduto ai Romani poiché riscuoteva le tasse per loro sottraendo denaro ai suoi fratelli e poi perché dalle tasse riscosse una parte la prendeva per se. Nella categoria dei peccatori ci sono tutti gli altri personaggi qui non specificati, anche noi. I farisei erano i maestri del tempo, coloro che studiavano la Legge e poi avevano l’obbligo di metterla in pratica e insegnarla, un membro autorevole fra loro era l’apostolo Paolo, in Fil 3,4b-6 Saulo si definisce fariseo e persecutore della Chiesa di Cristo, un peccatore anche lui redento da Gesù. Altri conoscitori della legge erano gli scribi, il loro compito principale era ricopiare i testi sacri che con il tempo si deterioravano, si scriveva sulla pergamena essa era ricavata dalla pelle della pecora trattata in precedenza, anche se era più resistente del papiro tuttavia si danneggiava ai margini quindi per non perdere le informazioni contenute nelle pergamene queste dovevano necessariamente essere ricopiate. Alla predicazione di Gesù accorrono le sopra menzionate categorie di persone, Gesù accoglie tutti e con tutti intendo tutti, non ci sono persone che Gesù allontana da se ma al contrario Egli dice spesso di essere venuto per i peccatori e risponde a coloro che mormorano contro di Lui, accusandolo di stare in mezzo a peccatori e di mangiare con loro: 17«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori (Mc 2,16-17). Gesù accoglie tutti e mangia con tutti perché Egli è venuto per salvare tutti come afferma in Gv 6,37-39, all’interno del discorso del pane di vita, dell’eucarestia: “37Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, 38perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno”. È chiaro quindi che per Gesù non ci persone che non possono accostarsi a Lui, eccetto coloro che non lo desiderano, quindi non giudichiamo i nostri fratelli anche se conosciamo i loro peccati, invece come Gesù invitiamoli e accogliamoli alla mensa del Signore, non è compito nostro cambiare il loro cuore o convertirli, l’opera è di Dio, il nostro compito è essere accoglienti proprio come avrebbe fatto Gesù e manifestare amore fra di noi come Gesù ci esorta a fare in Gv 13,34 Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”; e ancora come gli apostoli ci esortano a fare, san Paolo in Rm 12,10 amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda; e san Pietro in 1Pt 1,22 Dopo aver purificato le vostre anime con l'obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri”. Una chiesa o una religione che non ammette i peccatori non ha ancora capito l’importanza che loro hanno per Dio e la felicità che c’è in cielo quando un solo figlio ritorna.

 
 
ORATIO
 
Signore Gesù insegnami ad essere accogliente come te, insegnami a non giudicare i miei fratelli né per il colore della loro pelle, né per la loro religione, né per le loro tendenze sessuali, aiutami a ricordare che tutti siamo fratelli e che tu non guardi le nostre diversità ma desideri entrare nei nostri cuori per salvarci, amen.  

 
 
CONTEMPLATIO
 
Signore Gesù il tuo esempio è più eloquente di molte parole, tu ti intrattenevi con i peccatori perché la tua missione, quella che il Padre ti ha dato, è legata alla salvezza di ogni uomo, iniziando dal più grande peccatore sulla terra; oggi ci lasci questo compito di avvicinarci ai peccatori e invitarli alla tua mensa perché desideri rivelare a tutti coloro che ti cercano l’amore che il Padre ha per tutti noi.

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