"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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Signora di tutti i Popoli
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lectio Divina 2019
Ventitreesima domenica del tempo ordinario
 
 Non può essere mio discepolo
 
Lc 14,25-33
 


 
LECTIO
 
25Una folla numerosa andava con lui. Egli si voltò e disse loro: 26«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 27Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
28Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, 30dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro». 31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 33Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
 
 
MEDITATIO
 
25Una folla numerosa andava con lui. Gli apostoli i discepoli e tante altre persone seguono Gesù, tante, forse tantissime, un po’ come nelle nostre assemblee cristiane, tanta gente ascolta, partecipa più o meno assiduamente. Al suo tempo quindi tanta gente seguiva il Maestro e anche adesso, perché? Gesù compiva miracoli di guarigione, sfamava la fame di milioni di persone, scacciava il demonio, e insegnava la via di Dio, molta gente quindi sono attratte dalla sua persona e dai suoi gesti, tuttavia miracoli e guarigioni erano e sono utili per accendere la fede in Colui che il Padre ha mandato e nel quale possiamo trovare la salvezza eterna. Molti attratti dai miracoli seguono il Maestro ma a Lui non importa la quantità delle persone ma la loro qualità, Egli è venuto per salvare tutti, ed è morto per la salvezza di tutti tuttavia ogni uomo deve sapere mettere in gioco la sua vita per ciò che crede, ed è proprio questo che oggi e sempre Gesù chiede ai suoi discepoli.
 
Egli si voltò e disse loro: 26«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Gesù al primo posto, prima dei genitori, molti purtroppo ostacolano la pratica religiosa dei figli per vari motivi, il primo fra tutti è la loro non pratica religiosa o non adesione alla fede. Oppure spesso i genitori fanno progetti di carriera per i propri figli e non accettano le conseguenze e le direttive diverse di una vita religiosa. Altre volte sono la moglie o il marito, o i figli a non accettare che un loro membro familiare segua le direttive di una vita religiosa, i motivi sono: poca fede, incomprensione legata al modo di pensare di chi ha fede. Vergogna, alcuni si vergognano dell’umiltà che esprime una persona religiosa, i figli del mondo sono superbi.  Il fulcro è sempre l’amore per Gesù se il discepolo ama segue il Maestro.
 
27Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Dopo il primo “si” detto a Dio, periodo mistico e fervoroso, vi è la necessità di vigilare su se stessi per non peccare d’infedeltà, il vigilare dura tutta la vita, è un continuo vegliare affinché il mondo non ci seduca nuovamente con le sue attrattive. Vegliare sui nostri vecchi interessi e su quelli che si potrebbero aggiungere, il nemico si serve di qualunque cosa per distrarci dalla via di Dio. Dio non ci chiede grandi sacrifici, ci chiede di essere fedeli ai nostri impegni assunti verso di Lui e verso i fratelli.
28Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, 30dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro».
Gesù chiede obbedienza a Lui e gradisce la comunione e l’ascolto della Sua Parola più di qualunque sacrificio, quindi prima di mettersi in cammino verso la via della rinuncia bisogna calcolare se ne abbiamo le capacità o no, come appunto quel tale che deve costruire una torre, il nostro obiettivo è alto vogliamo seguire la via della perfezione che è Cristo, siamo consapevoli delle rinunce che comporta tale scelta?
 
31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. La guerra tra il bene e il male è sempre attuale e noi non abbiamo le forze per lottare, per tale motivo Gesù ci vuole poveri e consapevoli, che è Lui che combatte per noi, noi dobbiamo affidarci e confidare in Dio onnipotente e spogliarci di ogni avere, il giovane ricco non accetta la proposta di Gesù perché le sue ricchezze lo possedevano e lui confidava in esse (Lc 18,18-25). Gesù esige la povertà ai suoi discepoli non perché vuole vederli vivere di stenti ma perché imparino a confidare solo nell’Altissimo, e non nelle loro proprie ricchezze materiali, intellettuali, fisiche, ect.  
 
33Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. L’opera della salvezza da sempre è l’opera di Dio per l’uomo, l’uomo deve lasciare che Dio operi per lui e in lui, ciò è possibile solo nella povertà e nell’abbandono.
 
 
ORATIO
 
Signore Gesù, tu sei la mia forza e la mia ricchezza, chi ha te ha tutto, il mondo con le sue attrattive seduce e inganna ma con te al mio fianco non temo di nulla, guidami, istruiscimi, illuminami con il tuo santo Spirito, amen.
 
 
CONTEMPLATIO
 
Come può una persona tenere pura la sua vita? Camminare umilmente con il suo Dio? Attraversare mari e monti ed entrare per la porta stretta che conduce a Dio? Impossibile agli uomini ma non a Dio, siano rese grazie a Lui che tutto può e fa per noi più di quanto possiamo chiedere ed immaginare, amen.


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