"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

Signora di tutti i Popoli

Signora di tutti i Popoli
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lectio Divina 2019
Domenica diciannovesima del tempo ordinario
 
 
Amore o paura
 
Vangelo: Lc 12,32-38

 
 
LECTIO
 
32Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
 
33Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. 34Perché, dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
 
35Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; 36siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. 37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. 38E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! 39Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. 40Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».
 
41Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». 42Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? 43Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. 44Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. 45Ma se quel servo dicesse in cuor suo: «Il mio padrone tarda a venire» e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
 
47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

 
 
MEDITATIO
 
Domenica scorsa Gesù esortava la folla a non accumulare tesori in terra, ma a guardare con gli occhi della fede la vita sulla terra come essa è, precaria e transitoria, non è bene quindi impelagarsi in litigi per avere e ottenere sempre di più, oppure impegnare tutte le proprie forze per possedere sempre più beni, tra litigi e lavoro eccessivo la vita passa senza che gli uomini se ne accorgano e si arriva alla fine senza essere pronti al grande passo, la vita a volte inganna e seduce e fa credere che il tempo sulla terra sia sempre più lungo di quello che pensiamo.
 
Nel brano immediatamente precedente a quello odierno Gesù si rivolge ai suoi discepoli esortandoli a non preoccuparsi eccessivamente delle cose che mancano, anche quelle necessarie come il cibo, i vestiti, la casa, perché Dio è padre, Egli conosce ogni nostra necessità e con la sua provvidenza ci aiuta e sostiene, Gesù esorta i suoi a cercare invece il regno di Dio sulla terra, cioè la dimensione dove Dio vive e nel quale l’uomo può incontrarlo, è un salto di qualità che molti non fanno anche cristiani, molti adempiono i loro doveri di figli di Dio andando a messa ma poi la loro vita non rispecchia l’amore che si attinge dall’incontro con Dio, proprio perché non si applicano nella conoscenza del loro Creatore. Alcuni cristiani pensano invece che il regno di Dio in realtà non può essere sperimentato proprio perché non ne hanno fatto mai esperienza, altri pensano che sia irraggiungibile sulla terra e solo pochi lo possiederanno in cielo.
 
È in grande errore chi pensa questo, Gesù infatti afferma: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”. Che tutti si salvino è l’obbiettivo del Padre, la missione di salvezza del Figlio e la santificazione dello Spirito Santo. Ma per raggiungere la santità bisogna stare accanto al Santo, entrare in relazione con Lui e non farsi assorbire dal mondo con le sue attrazioni.
 
Quindi Gesù esorta il suo piccolo gregge non solo a non accumulare tesori sulla terra ma a vendere tutto ciò che possiede e darlo in elemosina, (consiglio alla povertà, vers. 33). Gesù sceglie i suoi nel mondo, li attrae al suo cuore e poi li invia a predicare il regno, non tutti possono capire questo movimento, solo quelli che ne hanno fatto esperienza, questi servi di Gesù devono essere poveri per dedicarsi totalmente al regno di Dio.
 
34Perché, dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. È facile per l’uomo che i suoi beni lo posseggano, quindi il consiglio di Gesù è quello di non averne proprio, sembra strano ma si può possedere solo una cosa è questa si trova così radicata nel cuore occupandolo totalmente che Dio non potrebbe trovare un piccolo posto per dialogare con la sua creatura.
 
Altra esortazione è la vigilanza, “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; 36siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Nell’attesa che il Signore venga, nell’ultimo giorno della nostra vita terrena, Gesù ci esorta a vigilare sulla nostra fede, sugli impegni presi riguardanti le opere buone, l’esercizio della carità e nella giustizia. La vigilanza dura tutta la vita poiché non sappiamo quando verrà il Signore Gesù, è un impegno a lungo termine, vince chi persevera fino alla fine.
 
37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. Gesù continua con un esempio la sua esortazione alla vigilanza, se sapessimo che a breve verrà un ladro ci faremo derubare? Ecco la nostra vita non ci deve essere strappata con forza ma dobbiamo imparare a donarla, giorno per giorno preparandoci a donarla definitivamente nell’ultimo giorno della nostra esistenza terrena, nella speranza certezza che ci sarà restituita per sempre, infatti per il cristiano non esiste la morte ma essa è solo un passaggio da questa vita terrena a quella eterna. Inoltre Gesù promette ai servi fedeli che il Padre onorerà coloro che saranno trovati vigili e al compito loro affidato.
 
41Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti. Questa parabola è per tutti, la vigilanza nel custodire la fede è per ogni cristiano ma Gesù ha una parola speciale per Pietro, a chi è stato dato molto, molto sarà richiesto dice Gesù alla fine di questo brano del vangelo, Pietro ha una responsabilità più grande poiché gli è stata affidata la Chiesa, sposa di Cristo, lui deve essere il primo ad esercitare la vigilanza a beneficio di tutti. Il versetto 44 racchiude una promessa che va oltre questa vita, Pietro è già a capo di tutti gli averi di Dio sulla terra, è il suo popolo, tuttavia Gesù promette lo stesso bene anche dopo la sua vita.
 
45Ma se quel servo dicesse in cuor suo: «Il mio padrone tarda a venire» e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Per Pietro come per chiunque ci potrebbe essere la possibilità di essere trovato in difetto davanti a Dio per non avere compiuto la missione che gli è stata affidata oppure per averla compiuta male, senza giustizia e carità, Gesù minaccia che la fine del servo infedele arriverà all’improvviso senza dargli il tempo di rimediare, e quindi prenderà alla fine il posto degli infedeli.
 
47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. Questi ultimi versetti ci presentano due tipi di servi: quello che conosce e fa la volontà di Dio e quello che non la conosce. Quello che la conosce deve mettersi sempre all’opera per realizzarla, altrimenti sarà severamente punito. L’altro che non la conosce, quindi inevitabilmente farà cose meritevoli di punizioni, riceverà poche percosse. Tuttavia questo non giustifica i cristiani che vivono senza conoscere e fare la volontà di Dio, molti di questi infatti che non si interessano per paura o per orgoglio di conoscere la volontà di Dio ostacolano la venuta del regno di Dio sulla terra, poiché se tutti facessero la volontà di Dio la terra sarebbe già piena della sua santità. La santità è insieme crescita e responsabilità, il cristiano deve dedicare la propria vita su questi due fronti, da un lato conoscere e compiere la volontà di Dio su di lui e dall’altro essere fedele agli impegni assunti per la vita con responsabilità poiché dovrà rendere conto di tutto al suo creatore.

 
 
ORATIO
 
Signore Gesù, come posso ricambiare l’amore che tu riversi nel mio cuore? Potrei forse buttarmi nel fuoco per ricambiare tale amore? Ma la vita è un dono tuo e tu un giorno la riprenderai, potrei decidere di donarti ogni mio bene ma anche tutto quello che ho è tuo, c’è tuttavia una cosa che per tua disposizione è mia e per amor mio non mi toglierai, è il mio libero arbitrio, nella vita posso scegliere di fare la mia volontà e costruire la mia vita come voglio io, oppure fare la tua volontà e costruire la mia vita come la vuoi tu, donandola poca alla volta, oggi Signore scelgo di fare la tua volontà, decido di cercare e fare sempre ciò che piace a te, amen.

 
 
CONTEMPLATIO
 
Signore, la paura è una brutta bestia, il contrario dell’amore non è l’odio, è la paura che ci tiene lontano dal volere conoscere le disposizioni che Dio ha su noi, il nemico ci tiene lontano da Dio e dalla sua volontà con la paura di quello che potrebbe implicare, ed intanto non riusciamo nemmeno ad amarlo, non si può amare Dio e temerlo nello stesso tempo.
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