"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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lectio Divina 2019

Sesta domenica del tempo ordinario
Vangelo: Mt 5,17-37
LECTIO
17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geenna.
23Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!
27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. 31Fu pure detto: «Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio». 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: «Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti». 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno.
MEDITATIO
Il brano che la liturgia ci propone questa settimana può essere diviso in quattro parti o sezioni in base a gli argomenti trattati ma il destinatario è un solo, la comunità in particolare riferimento a coloro che sono, ad ogni titolo, i leaders della comunità.
1° sezione versetti 17-20, Gesù afferma la legge di Mosè non deve essere annulata in nessuna sua parte, Egli è venuto adempiere ogni cosa scritta della legge e per aggiungere quello che ad essa mancava senza eliminare nulla, esorta i pastori a riportare alla comunità ogni giusta interpretazione secondo il modello che spiegherà nei versetti successivi, essi sono responsabili di ciò che insegneranno, la loro vita eterna dipende da come hanno saputo insegnare secondo Dio al gregge loro affidato, vers, 19, i termini minimo e grande fanno pensare che nell’altra vita non saremo anonimi come in questa ma che ognuno avrà un valore ben stabilito. Infine Gesù li esorta a stare lontano da ogni forma di ipocrisia, vers, 20.
2° sezione versetti 21-26. Il tema è il quinto comandamento, non uccidere. È scontato che questo sia un peccato grave, tuttavia Gesù dice che se un fratello offende suo fratello subirà la stessa pena, giudizio e fuoco della Geènna, nessuno uomo scampa dal trasgredire questo comandamento, siamo tutti colpevoli davanti a Dio. Tutti andremo nella Geènna? No, dobbiamo vigilare, nella semplice parole, stupido o pazzo si nasconde il nemico che è un separatore, fa nascere l’odio dalle piccole cose anche semplici parole forse per noi insignificanti, quindi forse sarebbe bene per noi vigilare dal fomentare cattiveria verso i fratelli prima che questa si trasformi in odio dichiarato. I versetti 25-26 sembrano confermare questa tesi, non dobbiamo avere con nessuno debiti di astio o rancore, perché anche per queste cose potremmo essere puniti.
3° sezione versetti 27-32. Il tema è l’adulterio. Guardare una persona per desiderarla è già adulterio dice Gesù, anche in questo caso non penso si vada alla Geènna per aver guardato un uomo o una donna, tuttavia i versetti 29-30 ci fanno comprendere come anche in questo caso sia utile la vigilanza. Cavare l’occhio o tagliare una mano si intende che è meglio per l’uomo tagliare ogni occasione di peccato al nascere quando invece si è già addentrati nel suolo del nemico si è persa la guerra.
4° sezione versetti 33-37. Il tema è la falsa testimonianza. Il vostro parlare sia si, si e no, no dice Gesù il resto viene dal maligno, più si parla più si pecca, il novanta per cento dei peccati si commette con la lingua dice un motto, anche qui si ha bisogno di vigilare le labbra dal parlare molto, la preghiera e la meditazione sono due pilastri insostituibili in questo campo.

ORATIO
Padre davanti a te tutti siamo peccatori, sai quanto il nemico renda ostile il cammino verso di Te, aiutaci con la tua grazia, perché in te confidiamo, eterno amore, amen.
CONTEMPLATIO
Il discorso di Gesù nel vangelo di oggi è rivolto alla comunità, e quasi impossibile che nelle comunità non avvengano questi peccati, le esortazioni contenute nel brano dobbiamo accoglierle come suggerimenti per evitare di cadere in gravi peccati con l’intento di saperli spezzare al nascere, Lui si è fatto uomo come noi e conosce la nostra caducità, non vuole riporre in noi la paura dell’inferno desidera invece che impariamo ad essere vigili e ad amare più i nostri fratelli, l’amore non fa nessun male e non commette nessun peccato, chi ama non sbaglia.
Caterina Lopes

     
          
  
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