"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

Signora di tutti i Popoli

Signora di tutti i Popoli
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lectio Divina 2019
Solennità di tutti i Santi 2019
 
 
I Santi, tutti noi in cammino verso la casa del Padre
 
Vangelo: Mt 5,1-12a
 

 
LECTIO
 
1Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
 
3«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
5Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
 
 
MEDITATIO
 
La solennità di tutti i santi offre l’opportunità di meditare sulle beatitudini: la Parola in pratica dei figli di Dio, il nuovo e definitivo decalogo.
 
1Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo. Gesù vede la folla che lo segue, ha compassione di tutti, sempre si ferma, guarisce i malati, libera gli indemoniati, moltiplica il pane per la moltitudine. Questa volta ci vuole istruire sul paradiso e su coloro che ne fanno parte, non si riferisce tuttavia ad un tempo futuro, poiché il regno dei cieli è già in mezzo a noi, quindi il regno si abita adesso, nello spazio e nel tempo nel quale si vive. Attraverso le beatitudini Gesù identifica una pratica religiosa che sembra mancare nell’A.T., i figli di Dio devono imitare Gesù e praticare le beatitudini. Il Maestro sale sul monte, come un nuovo Mosè per illustrare nelle beatitudini, una nuova legge, quella della carità.
 
3«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. La prima delle beatitudine sembra essere la più importante, non potrebbero infatti esistere le altre se non è soddisfatta al prima. Ma chi sono i poveri in spirito? Sono tutte quelle persone che hanno una intima certezza di avere bisogno di Dio e dei suoi doni, sono gli umili, sono coloro che confidano nel suo aiuto tra le difficoltà e sanno ringraziare per ogni cosa bella che hanno ricevuto da Lui. Questi sono i poveri di Dio! Essi sono beati perché già da questa terra hanno fatto il loro ingresso nel regno e ne godono i benefici. Se manca quest’atto di umiltà non si può accedere al regno quindi si è fuori, i superbi infatti non vedono la luce, loro non hanno bisogno né di Dio, né di nessuno!
 
4Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Le motivazioni che ci spingono al pianto possono essere tante: sofferenza fisica, psicologica, umiliazioni, tradimenti, incomprensioni ecc. Gesù non ci ha promesso che in questa terra non vedremo sofferenza e dolore anzi ha detto di prendere la nostra croce e seguirlo, con le beatitudini però ci dice che ogni nostro pianto o afflizione sarà consolato, già nel nostro presente.
 
5Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Chi sono i miti?  Sono tutti coloro che si sanno adattare in ogni situazione: mangiano quello che gli si mette davanti, si adattano a dormire ovunque, sono sobri nel vestire e nel possedere cose, non si adirano mai, sono buoni, tranquilli, pacati. Queste persone sono i miti, essi sono beati perché trovano la loro beatitudine proprio nell’essere quelli che sono, sanno gioire di poco e sono felici con poco. Queste persone hanno già sulla terra la loro beatitudine, sono coloro che vivranno a lungo beatamente su di essa.
 
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. In questa frase il termine “giustizia” è inteso come santità. Ci sono delle persone che aspirano ad una santità maggiore di quella ordinaria, (vedi tutti i santi), questi Gesù proclama beati in quanto saranno soddisfatti nel loro desiderio, già da questa terra.
 
7Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. La beatitudine della misericordia è prettamente divina, naturalmente anche le altre lo sono e da Lui discendono agli uomini, ma Dio per eccellenza è il Misericordioso. Gesù esorta i suoi e dice: “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6.36). Adesso ne fa una beatitudine. Il misericordioso è colui che si mette nei panni di chi ha bisogno, in genere è mosso appunto dalla compassione e questa lo spinge a compiere concrete azioni buone verso il bisognoso. Egli è beato perché a sua volta troverà compassione e aiuto nel momento del bisogno.
 
9Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Chi sono gli operatori di pace? I pacieri, sono quelle persone che in ogni situazione cercano l’ordine e l’assenza di conflitti. Sanno come riordinare tutto, sanno essere persuasivi e conducono tutte le situazioni a buon fine, non solo le proprie ma anche quelle degli altri. La loro beatitudine sta proprio nell’esercizio di questa beatitudine essi sono felici dei risultati che ottengono, nella pace che raggiungono nelle loro famiglia e nella pace che fanno raggiungere agli altri.
 
10Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi. Il termine giustizia qui si fonde nelle sue due eccezioni di santità e giustizia umana. Il servo di Dio lavora per il regno, il suo apostolato può scatenare, suo malgrado, persecuzioni come avvenne per tutti i profeti e anche per Gesù. Egli proclama beati tutti quelli che persevereranno in questo stato fino alla fine, per loro la beatitudine sarà la vita eterna e riceveranno la palma della vittoria.
 
 
ORATIO
 
Signore Gesù dal Vangelo e in particolare dal brano delle beatitudini emerge l’esigente necessità di adeguare il nostro operato a quello del Padre, sostienici nel lungo cammino di questo cambiamento e aiutaci a trasformarci con la tua grazia, amen.
 
 
CONTEMPLATIO
 
L’azione che scaturisce dalle beatitudini ci esorta ad impegnarci in una pratica che dura per tutta la vita, potremo iniziare dalla beatitudine che ci riesce meglio e piano piano integrare tutte le altre nel nostro comportamento, il cammino è in salita ma confidiamo nella potenza di Dio e non solo nelle nostre forze.  
 
 
Caterina Lopes

      
          
   
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