"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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di tutti

i Popoli

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Maria SS.

Tutta la libertà in un sì

di: Concetta Lucia Sorci


 
 
  Mi piace immaginarla così l’Annunciazione. Scrutando nella casa di Nazareth mi piace vederla così Maria, immersa nella raggiante contemplazione della Parola mentre un battito irruente d’ali, segno dell’angelica presenza, scompiglia le pagine della sua vita di giovane fanciulla. Quando l’Arcangelo messaggero irruppe nella sua casa, quale sorpresa suscitò la rivelazione del grande amore del Signore per lei. Quanti impossibili veicolavano le sue parole nell’anima verginale e quale turbamento ingeneravano! Legittime domande la impensierivano e incomprensibile le appariva il  generare un figlio senza conoscere uomo e con un padre diverso da Giuseppe, l’uomo a cui s’era promessa, il cui sguardo  le riaffiorava delicatamente in mente.

 
Ma presto giunge per lei  il momento della risposta a diradare ogni timore dal suo mirabil viso, mentre l’angelo messaggero prontamente si accinge a ritornare a Colui che lo ha inviato. Nell’umile assenso di un sì subito s’acquieta il turbinio vorticoso dei suoi pensieri e nel dolce sussurro di un fiat, sigillo fiducioso del suo abbandono a Dio e tesoro sconfinato che la terra, che gli inferi, anzi, che i cieli attendono[1] il suo grembo s’empì d’incontenibile amore.  Avvenne così che Maria entrò nel grande mistero di Dio, mentre intenta tra le maglie nebulose del futuro al cospetto dell’incombente angelo, trepidante si alza con la fede, con l’offerta si affretta e con generoso assenso apre la porta all’atteso da tutte le genti!  Nella naturalezza di un  sì, eccomi fedele della sua anima, ha trovato posto il soprannaturale beneplacito di Dio e nella pienezza della libera volontà si è rivelato il contraccambio d’amore della creatura al creatore .

 
Un si non preordinato, non prestabilito di un soggetto passivo ma scaturito da un atto volitivo. La predestinazione di Maria a Madre del Salvatore non ha tolto nulla alla sua piena libertà che non deviava verso il male come il suo intelligere non deviava verso l’errore . Sin dal primo istante della sua esistenza tutto in Lei era armonia, pace, serenità. Nel suo cuore di giovane fanciulla stava tutto l’amore della creazione[2] che la portava ad una conoscenza ammirabile delle cose del Cielo e della Terra . In Lei la libertà si configura come un atto di volontà, ma la sua volontà incorrotta dal peccato originale si libra in alto verso l’oggetto del suo amore, mai un istante deviava dal suo Creatore, ecco perché la sua autodeterminazione non la portava alla piena affermazione di sé nel contrapporsi a Dio ma nello scambio di amore ineffabile.
 
Ella è uno strumento di Dio. Con piena consapevolezza si lascia condurre da Dio, si conforma alla sua volontà, desidera solo ciò che egli vuole, opera seconda la Sua volontà e ciò nel modo più perfetto possibile, senza il minimo difetto, senza alcuna deviazione della propria volontà dalla volontà di Lui.[ E’ uno strumento di Dio] nel  perfetto uso delle facoltà e dei privilegi a Lei concessi, per compiere sempre e in tutto, unicamente ed esclusivamente la volontà di Dio, per amore verso Dio uno e trino. (SK 1320)

 
In Lei, “creatura ragionevole” la maternità divina non è solamente la maternità secondo la carne e il sangue, ma maternità che richiede di suo il consenso libero dato alla luce della retta ragione[3], Maria non delude ma accetta in piena consapevolezza, anche se in quel momento non aveva compreso pienamente ciò a cui dava il suo consenso, di chi stava per divenire Madre. Da grande innamorata del suo Dio si lascia condurre dove l’Amato desidera perché amore in Lei diventa fiducia piena in Lui e consenso soprannaturale alla realizzazione del mistero dell’Incarnazione redentrice con tutto ciò che comportava di sofferenze secondo le profezie messianiche, in particolare quelle di Isaia ben conosciute da Maria.
 
Parole incomprensibili serbava nel suo cuore di fanciulla ma nel cambio di prospettiva non guarda  più dal suo punto di vista ma dal punto di vista di Dio aderendo con sapienza al suo progetto, di cui lei stessa fa parte dall’eternità. Quanto le si addicono queste parole :
 
“Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora. Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra … quando egli fissava i cieli, io ero là … quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo … Chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore” (Pr 8,22-35).
 
Ed ecco nella silente attesa della casa di Nazareth questo amore verso Dio raggiunge vette tali che produce dei frutti divini di amore ( S.K. 1291.) Lo concepisce due volte il Figlio: nel corpo e nello spirito.
 
“… nel corpo: egli è carne della sua carne, la fiaccola della vita umana del Cristo si è illuminata nel seno della Vergine per opera dello Spirito Santo nella più perfetta purezza; nello spirito: perché era necessario il consenso espresso della Vergine affinché il Verbo si unisse in lei alla nostra natura”.

 
Che cuore grande aveva Maria  in esso serbava la trama delle meraviglie di Dio e gli splendori che,   nascosti a tutte le creature di quaggiù li rivelava solo a Lei!!
 
E da questo grande cuore si è innalzato il canto d’amore più bello di tutti i tempi, il canto di chi ha compreso che chi lascia agire il Signore nella propria vita ha la gioia piena:
 
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
 
La salvezza ormai è vicina: essa ha il volto  di  un bimbo.                                                                                      
 

 [1] San Bernardo di Chiaravalle -In laudibus Virginis Matris
 [2] San Massimiliano Maria Kolbe -
 [3] Tommaso D’Aquino- Summa Teologica
 
 
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