"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

Signora di tutti i Popoli

Signora di tutti i Popoli
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lectio Divina 2019
Santo Natale (messa della notte)
 
 
Il Natale dei pastori
 
Vangelo: Lc 2,1-14
 
 
LECTIO


 
1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazareth, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio. 8C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
 
 
MEDITATIO
 
 
I padri della Chiesa affermavano che anche Cesare Augusto, ordinando il censimento, obbediva a Dio e permetteva la realizzazione della profezia riguardo il luogo della nascita del Messia (Mi 5,1). Tutti andavano a farsi registrare nella propria città e anche Giuseppe con la sua sposa Maria vanno a Betlemme poiché egli apparteneva alla casa di Davide, altra profezia che si realizza circa il Messia, doveva essere un discendente di Davide, Giuseppe sposando Maria assicura la discendenza al bambino Gesù.
 
Gli sposi quindi si avviano verso Betlemme, attualmente da Nazareth a Betlemme ci sono circa 158 Km percorribili in auto in circa un’ora e mezza ad una velocità di cento chilometri orari ma ben sappiamo che al tempo di Gesù non c’erano auto e si andava a piedi, con l’asinello, o qualcuno andava con il carro che poteva trasportare più persone insieme. A piedi il percorso si potrebbe compiere in 32 ore tuttavia bisognerebbe considerare anche i tempi di pausa e di sonno quindi Giuseppe e Maria avrebbero potuto impiegare 3 o 4 giorni per arrivare a Betlemme, il testo non ci dice nulla sul come sono andati ma solo che arrivati lì Maria dà alla luce Gesù e il bimbo viene adagiato su una mangiatoia. La mangiatoia era un contenitore per il cibo degli animali veniva posto generalmente o dentro, o davanti la stalla, la stalla poteva essere inoltre una casa in legno oppure una grotta adibita a stalla non sappiamo quindi nello specifico, poiché il testo non lo dice, dove sia nato Gesù non sicuramente in una casa o alloggio o locanda del tempo, la mangiatoia ci dona il segno che il luogo poteva essere una stalla o una grotta adibita a stalla.
 
Il folklore popolare vuole che nel presepio ci sia anche la neve ma scarterei a priori l’idea che Giuseppe abbia trascinato la sua sposa incita di nove mesi con il freddo e specialmente con l’escursione termica di quella regione. I pastori che vegliavano di notte il loro gregge potrebbero confermare la tesi che Gesù sia nato nel periodo in cui la temperatura non era molto bassa e quindi dava la possibilità ai pastori di dormire all’aperto, se non fosse stato così Maria e Giuseppe non avrebbero trovato posto nemmeno in una stalla poiché in caso di freddo sarebbe stata occupata dai pastori.
 
Un angelo del Signore, probabilmente l’arcangelo Gabriele, l’angelo dei lieti annunci, si manista ai pastori, gente umile, che dedicava tutto il loro tempo al gregge, persone molto semplici, poco istruite, Dio invia il suo angelo a loro, la scelta di Dio ci deve fare riflettere, perché Dio sceglie questa tipologia di persone per rivelare la nascita del suo unigenito Figlio? Penso per sottolineare l’amore che Egli ha nei confronti degli umili e degli ultimi, Dio Padre invia il suo Figlio per riscattare tali persone e ridonare loro conoscenza di una vita che non è solo materiale ma anche spirituale, i pastori hanno paura ma poi rassicurati dall’angelo accolgono il messaggio e si adoperano per trasmetterlo. Alla fine del nostro brano quasi a confermare tale pensiero gli angeli cantano: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
 
 
ORATIO
 
Padre santo nella tua infinità bontà e amore per gli uomini hai mandato il tuo unigenito Figlio per dipanare le nostre fitte tenebre di ignoranza e di decadenza spirituale, aiutaci attraverso il tuo Santo Spirito ad accoglierne la luce e la bellezza, adesso e per sempre, amen.
 
 
CONTEMPLATIO
 
Nella figura dei pastori rintracciamo tutte quelle persone che vivono lavorando instancabilmente, notte e giorno, facendo del proprio lavoro il tutto della vita, Dio invia il suo angelo a loro per primi, forse per sottolineare il loro urgente bisogno di essere illuminati e liberati dalla credenza che li tiene prigionieri in cui il lavoro e tutto e viene prima di tutto. Il lavoro nobilita l’uomo e lo realizza assegnandogli il suo posto nel mondo tuttavia tale realizzazione non deve compiersi a discapito del proprio lato spirituale e familiare.
 
Caterina Lopes

      
          
   
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