"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

Signora

Signora di tutti i Popoli

di tutti

i Popoli

di tutti i Popoli

di tutti i Popoli

Vai ai contenuti
la Posta dei santi

La posta dei Santi
San Massimiliano Kolbe

SK 1050 - Perché i buoni soffrono?
Rycerz Niepokalanej, II 1924, p. 19-20

Non più tardi di ieri l'altro, il signor N.N. mi ha posto la seguente domanda: “Di solito i buoni soffrono, mentre il più delle volte i cattivi se la passano abbastanza bene.
Dove sta la giustizia?”.
“Iddio è infinitamente giusto, non è vero?”.
“Sì, certo”.
“Altrimenti non sarebbe Dio. Di conseguenza, Egli deve ricompensare ogni buona azione e punire ogni azione cattiva. Nessuna azione, nessuna parola, nessun pensiero sfuggirà al Suo giudizio.
Attualmente, però, esiste forse al mondo una persona, sia pure la peggiore di tutte, che non faccia mai nulla di buono?”.
“Non esiste di certo”.
“Ebbene, almeno qualche volta ognuno compie bene il proprio dovere, oppure dimostra pietà verso il suo prossimo, oppure riesce a fare almeno qualche altra cosa buona.
Ebbene, se quest'uomo sarà vissuto talmente male da meritare, dopo la morte, l'inferno, quando sarà che Dio lo ricompenserà di quel poco di bene che avrà fatto?... Quando?...”.
“Nell'altro mondo”.
“Ma al di là lo attende solo l'inferno”.
“Allora in questo...”.
“Inoltre, esiste forse una persona, sia pure la migliore di tutte, che non abbia mai fatto alcunché di male?”.
“Neppure una persona simile esiste”.
“Ed è vero, poiché anche ‘il giusto cade sette volte’ [Prov 24, 16] al giorno.
Perciò, se Dio vuole abbreviargli il purgatorio o concedergli subito il paradiso, dove avrà luogo il ‘saldo dei conti’?”.
“Ah! dev'essere proprio così...”.
“Iddio manifesta un amore particolare proprio verso coloro che punisce già in questo mondo, poiché nel purgatorio vi è soltanto una lunga e pesante punizione, mentre se accettiamo volontariamente le croci in questo mondo, ci meritiamo una gloria ancora maggiore in paradiso; di qui pure il proverbio: Dio ama colui che Egli percuote”.
Non sono affatto da invidiare, quindi, le persone cattive che godono una vita felice; costoro, anzi, dovrebbero temere fortemente che questo fatto possa essere già la ricompensa per quel poco di bene da essi operato.
M.K.
Torna ai contenuti