"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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 MARIA MADRE DAL LIBRO DELLA SAPIENZA

 
Dal libro della Sapienza Capitolo  7 vers. 1- 16
 
Anch'io sono un uomo mortale uguale a tutti, discendente del primo uomo plasmato con la terra.
La mia carne fu modellata nel grembo di mia madre, 2nello spazio di dieci mesi ho preso consistenza nel sangue, dal seme d'un uomo e dal piacere compagno del sonno.
3Anch'io alla nascita ho respirato l'aria comune e sono caduto sulla terra dove tutti soffrono allo stesso modo;come per tutti, il pianto fu la mia prima voce.
4Fui allevato in fasce e circondato di cure;5nessun re ebbe un inizio di vita diverso.
6Una sola è l'entrata di tutti nella vita e uguale ne è l'uscita.
7Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
8La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
9non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l'oro al suo confronto è come un po' di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l'argento.
10L'ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
11Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

12Ho gioito di tutto ciò, perché lo reca la sapienza, ma ignoravo che ella è madre di tutto questo.
13Ciò che senza astuzia ho imparato, senza invidia lo comunico, non nascondo le sue ricchezze.
14Ella è infatti un tesoro inesauribile per gli uomini; chi lo possiede ottiene l'amicizia con Dio, è a lui raccomandato dai frutti della sua educazione.
15Mi conceda Dio di parlare con intelligenza e di riflettere in modo degno dei doni ricevuti, perché egli stesso è la guida della sapienza e dirige i sapienti.
16Nelle sue mani siamo noi e le nostre parole, ogni sorta di conoscenza e ogni capacità operativa.
 
 
Commento al Capitolo 7, versetto. 1 -16

L'agiografo scrive che anche lui è un uomo mortale come tutti gli altri soggetto al peccato. Nato da donna secondo la legge della natura, e come tutti fa parte di questo mondo, dove tutti soffrono. Una sola è l'entrata nella vita terrena, e uguale ne è l'uscita. Consapevole della miseria in cui incombe l'uomo senza Dio. In  preghiera ha chiesto a Dio la prudenza, ha implorato che gli si concedesse lo spirito di sapienza. Ella non ha prezzo , neanche di fronte alle ricchezze di questo mondo. La ama più della stessa sua salute e della bellezza, perchè la sua luce è splendore, che non tramonta mai. Insieme a lei mi sono state donate tante grazie che sono una ricchezza incalcolabile. Ho gioito di tutti questi doni che lei mi concede, ma non capivo che ella è madre di tutto questo, colei che guida i suoi figli. Come le ricevo queste grazie le dono, tesoro immenso per gli uomini, chi la possiede e la segue è gradito agli occhi di Dio. Bisogna affidarsi a lei e ci guiderà in ogni sorta di conoscenza spirituale e di operare secondo lo spirito di Dio. Questo brano è il discorso di Salomone sulla sapienza, oggi questa stessa opera la compie Maria per ogni uomo. Quella stessa sapienza che operava prima della venuta della Madre di Dio, alla luce di oggi ha preso forma e nome.
Alfonso Mezzatesta

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