"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

Signora

Signora di tutti i Popoli

di tutti

i Popoli

di tutti i Popoli

di tutti i Popoli

Vai ai contenuti
Maria SS.
Maria Madre di Dio e dell’Eucarestia
di Concetta lucia Sorci


Fin dall’eternità Maria è stata pensata come Madre di Dio ma il suo essere madre trascende la  dimensione umana e sconfina nell’infinito; Ella ha cooperato con Dio alla creazione* concependo e generando l’Uomo - Dio .

Nell’estasi contemplativa dello Shemà per la  “piena di grazia” si realizza il mistero  dell’amore di Dio e, la Parola, pervadendo le  fibre più profonde del suo essere, genera  intimità con lo Spirito vitale e dischiude nel suo  grembo la vita. Nel prodigio di quel sì, l’atteso  si fa carne e diventa figlio di Maria.  L’ineffabile evento così viene mirabilmente  descritto da Sant’Agostino :  “Farsi carne significa farsi vera carne, perché  non sarebbe carne una carne non vera. Vera  carne fu quella di Maria, vera carne quella di  Cristo che da lei egli assunse, vera carne quella  del Cristo che fu preso flagellato torturato  crocifisso, vera carne che morì, che fu sepolta, vera carne anche quella che risorse da morte”. (Discorso 362) E’ vero che l’inebriante mistero fa “ girare la testa”, ma non scoraggia (“la testa gira … quasi sopra  Iddio, come la madre è sopra i figli ed essi devono riverirla”SK 508) il nostro San Massimiliano  che in modo ineccepibile spiega come sia possibile tutto ciò:  “E come la carne e il sangue di Cristo è quello di Maria così Maria è vera madre di Dio infatti:  “una madre non si chiama e non è madre di una parte del figlio, né un padre è padre di una parte  soltanto di esso, ma sia il padre sia la madre sono genitori di tutto intero il figlio. Così anche la  Madre Ss. si chiama ed è Madre di tutto Gesù, Uomo – Dio, perciò è anche Madre di Dio”. (SK  508)  Ma nel dono di amore della maternità divina si svela un altro grande dono d’amore e un’altra  maternità: quella eucaristica. Infatti se con l’Incarnazione è diventata Madre di Gesù al contempo è  diventata madre dell’Eucarestia. Nella parola fatta carne di Gesù troviamo la carne verginale di  Maria e la Parola fatta carne si offre all’uomo come Eucarestia.  Nella notte attonita del ricordo il verbo incarnato si fa pane e cibo dei forti fino alla fine del mondo.  In quel pane un’altra attesa trova compimento per l’umanità: la salvezza. Il legame inscindibile tra Maria e l’Eucarestia trascende la stessa dimensione umana della  figliolanza e sconfina nella “dimensione  sacrificale “dell’offrirsi. Tutta la sua vita è  un continuo donarsi e nel breve accenno di  un sì, il battito di un piccolo cuore diventa  melodia di riscatto per l’umanità. Dal  dinamico risuonare dei passi frettolosi di  giovane madre tra le montagne di Giudea  fino alla stasi dello Stabat del monte  Golgota, Maria, da tabernacolo di una  incontenibile gioia diventa ostensorio  vivente di indicibile dolore e di immenso  amore.  “Amore che Gesù manifestò nel presepio, lungo tutta la sua vita, sulla croce, nell’Eucarestia e nel  darci per madre la sua stessa madre”. (S.K. 1331) Proprio nell’acme della partecipazione al mistero pasquale si manifesta il dono più grande del Figlio  crocifisso all’uomo: il dono della Madre. Un dono che si rinnova giorno dopo giorno  nell’Eucarestia. Vivere nell'Eucaristia il memoriale della morte di Cristo implica anche ricevere continuamente  questo dono. Significa prendere con noi – sull'esempio di Giovanni – colei che ogni volta ci viene  donata come Madre. Significa assumere al tempo stesso l'impegno di conformarci a Cristo,  mettendoci alla scuola della Madre e lasciandoci accompagnare da lei. Maria è presente, con la  Chiesa e come Madre della Chiesa, in ciascuna delle nostre Celebrazioni eucaristiche.

Se Chiesa  ed Eucaristia sono un binomio inscindibile, altrettanto occorre dire del binomio Maria ed  Eucaristia. Anche per questo il ricordo di Maria nella Celebrazione eucaristica è unanime, sin  dall'antichità, nelle Chiese dell'Oriente e dell'Occidente. (EE 57)  Chissà quale dolcezza e sollievo Maria doveva provare quando partecipava alla fractio panis della  prima comunità apostolica! Sembra quasi riveder la tenerezza che le accendeva lo sguardo quando  riaccoglieva in grembo quel cuore che aveva battuto all'unisono col suo e riviveva ciò che aveva  sperimentato in prima persona sotto la Croce. (EE 56)  Allora a distanza di 2000 anni alziamo gli occhi alla madre “donna eucaristica, con l’intera sua vita” e “con l' umile disposizione che la Santa Vergine Maria ebbe nel momento dell' Annunciazione: Eccomi,  sono la serva del Signore: avvenga di me secondo quello che mi hai detto” e con la stessa luce che le  illumina lo sguardo apprestiamoci a ricevere Gesù nella S. Comunione e ad accoglierlo tutto dalle Sue mani.  (SK 587)  




creazione*


Jean Galot - Verginità,  Maternità, Sponsalita'...La realizzazione femminile di Maria alla luce della lettera apostolica.Jean Galot - Verginità,  Maternità, Sponsalita'...La realizzazione femminile di Maria alla luce della lettera apostolica.
Torna ai contenuti