"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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lectio Divina 2019

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
 
 
Siate semplici come le colombe
 
Vangelo: Gv 1,29-34
 
 
LECTIO
 
29Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: «Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me». 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: «Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo». 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
 
 
MEDITATIO
 
Il giorno prima Giovanni si trovava nel fiume Giordano ad esortare e a battezzare i penitenti, molta folla accorreva a lui e anche sacerdoti e leviti inviati dai capi dei Giudei di Gerusalemme. Giovanni esortava duramente la folla a pentirsi dei loro peccati, e a cambiare stile di vita, lui sosteneva la tesi che presto sarebbe arrivata l’ira di Dio, cioè il tempo in cui Egli si sarebbe vendicato del peccato dell’uomo, punendolo severamente e facendolo bruciare nello Sheol. Intanto però arrivano i sacerdoti e leviti da Gerusalemme che tentano di capire chi Giovanni fosse: Giovanni da parte sua per non creare confusioni di ruoli e per non prendersi delle soddisfazioni che non gli spettano, dice apertamente che lui non è il Messia ma che è stato inviato perché Egli fosse conosciuto al mondo.
 
Molte persone si recano al Giordano, anche Gesù lascia Nazareth e si reca al fiume per farsi battezzare. Giovanni lo riconosce dallo Spirito Santo di cui Gesù è ripieno, Giovanni aveva vissuto nel deserto per parecchi anni preparandosi alla sua missione e lì viveva in modo ascetico, vestiva con pelli di cammello e mangiava locuste e miele, il suo stile austero e la grazia di Dio gli aveva permesso di ricevere delle rivelazioni dall’alto utili alla sua missione, lui stesso dice: 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse:  «Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo». Giovanni quindi testimonia ai Giudei di non essere lui il Messia, e poi testimonia ai presenti e agli uomini di tutti i tempi che Gesù è il Figlio di Dio.
 
Nella parte centrale del nostro brano, il nostro profeta ci rivela un dettaglio (secondo me) fondamentale per comprendere la figura del Messia. 32Giovanni testimoniò dicendo: “Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui”. Da notare l’importanza della “colomba” al Giordano, tanto che tutti e quattro gli evangelisti la nominano. (Mt 3,16; Mc 1,10; Lc 3,22; Gv 1,32). La colomba più famosa nella bibbia è certamente descritta nel libro della Genesi (Gen 8,8-12) Noè carica sull’arca una moltitudine di animali per salvarli dall’imminente diluvio, dopo però che la pioggia cessa egli invia una colomba sull’acqua nella speranza che essa trovi la terra ma dopo poco tempo essa ritorna poiché non aveva trovato suolo asciutto per adagiarsi, dopo una settimana Noè invia un’altra colomba che dopo poco tempo ritorna con un rametto di ulivo in bocca, un chiaro segno che aveva trovato terra asciutta e che quindi le acque si stavano ritirando. Dopo un’altra settimana Noè invia un’altra colomba che si stabilisce definitivamente sulla terra e quindi non ritorna più sull’arca. La colomba con l’ulivo in bocca è l’eterno segno di pace tra Dio e gli uomini, Egli non manderà un altro diluvio sulla terra e non sterminerà più l’uomo nonostante il suo peccato (Gen 8,21). Lo spirito di cui Gesù è ripieno è uno Spirito di pace, Egli è venuto per salvare gli uomini non per giudicarli, non per sterminarli, non per mandarli nel fuoco eterno, mi dispiace per tutti coloro che spaventano ancora oggi le persone facendo credere che Dio è vendicativo, non è così, Dio ci ha creati per amore e il suo amore è eterno, amen.
 
 
ORATIO
 
Padre infinitamente buono, nel momento della sofferenza dimentichiamo il tuo amore, invece sarebbe proprio quello il momento di ricordare che tu non ci punisci per le nostre colpe e non ti vendichi per i nostri peccati, aiutaci con lo Spirito del tuo amore a testimoniarti come Padre d’amore adesso e sempre, amen.
 
 
CONTEMPLATIO
 
Molte volte ho sentito dei predicatori che si alterano esortando i fedeli ad essere buoni cristiani magari facendo loro paura sul quello che sarà di loro dopo la morte. A tali persone dico, Dio non è come lo descrivete, non è cattivo e non manda nessuno all’inferno, e vorrei aggiungere per quelli che si agitano nel predicare che si predono più mosche con un cucchiaio di miele che con un cucchiaio di aceto. Quindi non vi scaldate eccessivamnete davanti all’assemblea ma imparate a moderare voi stessi e non fate apparire Dio per quello che non è.
 
Caterina Lopes

     
          
   
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