"Signora di tutti i Popoli"

Amsterdam 25 marzo 1945
Signora di tutti i Popoli

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lectio Divina 2019

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo
 
 
Oggi, sarai con me nel mio regno!
 
Vangelo: Lc 23,35-43


 
 
LECTIO
 
In quel tempo, (dopo che ebbero crocifisso Gesù). 35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto 37e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
 
39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». 40L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». 42E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 43Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

 
 
MEDITATIO
 
In quel tempo, (dopo che ebbero crocifisso Gesù). 35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto 37e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
 
Gesù è stato crocifisso con altre due persone, sotto sua la croce c’è la folla che amorfa aspetta la sua morte, non dice nulla, è l’aspetto negativo di chi vede sofferenza e dolore e non vuole né si cura di poter cambiare le cose. I capi del popolo ricordano le guarigioni da Lui compiute e come sempre vorrebbero ancora vedere altri segni, ma Gesù non deve dimostrare a nessuno chi Lui sia, la sua vita pubblica, le sue parole, e perfino la sua morte testimoniano per lui, chi Lui sia. I capi non hanno fede nella sua persona anche se Lui compisse un ultimo miracolo non servirebbe a dare loro fede. Gesù non risponde, non trova nessuno che lo consoli, i soldati inveiscono contro di Lui e gli danno da bere l’aceto che purtroppo accentua le sue sofferenze. Gesù non risponde nemmeno a loro.
 
39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». 40L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». 42E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 43Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Accanto a Gesù due malfattori, uno pretende la salvezza senza riconoscere le proprie colpe, senza pentimento, ma soprattutto senza fede, il Maestro non risponde. L’altro malfattore riesce a vedere quelli che gli altri non vedono in un volto sfigurato dal dolore, egli vede il volto del Signore, riconosce le sue colpe e la pena che soffre, ma riesce a guardare oltre la vita presente che ormai sta per sfuggirgli di mano, invoca la misericordia di Dio, e chi invoca Dio non rimane deluso, ha la salvezza. Gesù re della gloria gli promette di condividere con Lui il suo regno, un giorno di mestizia si trasforma in gioia eterna.
 
Salva te stesso, la frase si ripete tre volte in pochi versetti, è la voce del nemico che si serve degli uomini per tentare l’uomo Gesù a riprendere la sua vita, dopo tutto aveva salvato molte persone dalla malattia, dalla possessione diabolica, dalla morte, aveva sfamato folle, predicato salvezza e adesso che potrebbe salvare se stesso non lo fa. Gesù non lo fa perché ha fiducia in Colui che lo ha mandato, Lui risorgerà il terzo giorno come aveva predicato, per dare il segno più grande della sua vittoria contro il male e la morte, essa non ha l’ultima parola sull’uomo, Gesù risorto ha l’ultima parola per l’uomo di ieri, di oggi e di domani, la fine di questa vita permette di entrare nel regno di Gesù nostro Signore re dell’universo.

 
 
ORATIO
 
Padre non lasciarmi essere uno spettatore di ingiustizia e non permettere di accentuare le sofferenze di coloro che già soffrono, nella sofferenza donami una grazia più abbondante perché rimanga fedele a te per tutta la vita, amen.

 
 
CONTEMPLATIO
 
La folla sotto la croce rimane a guardare, è negativa e amorfa rimane in silenzio, la chiesa di Cristo si guardi di essere spettatrice di ingiustizie. I capi responsabili di praticare la misericordia di Dio, non si schierano dalla parte di Gesù, invece lo tentano, laici, religiosi e i sacerdoti veglino sulla loro condotta con responsabilità e carità. La sofferenza può essere vissuta con fede o con rabbia, chiediamo la grazia della perseveranza nella fede.
Caterina Lopes

      
          
   
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